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Boney Fields

04Un mix di Blues che ha origine nella più genuina tradizione di Chicago Blues e Funk, di quella che ti rende impaziente, il tutto servito in un’atmosfera steel groove, una voce black and blues prelevata dal Soul e canzoni originali… Aggiungi tutto questo ad una sezione ritmica ineguagliabilmente innovativa, fiati stimolanti, che danno un tocco di stile «made in Chicago», assoli impetuosi di chitarra, il talento fuori del comune di Boney come showman… e presto capirai di avere scoperto una band che merita di essere n° 1.
Boney è nato nel distretto settentrionale di Chicago nel 1958. La sua famiglia si è trasferita nel West Side mentre lui cresceva in mezzo a otto fratelli e sorelle all’interno di un ambiente fortemente
musicale. Sia suo padre che suo zio suonavano la chitarra e cantavano gospel, mentre sua madre era la leader del coro della chiesa locale. E’ stato guardando artisti come Louis Armstrong o James
Brown in televisione che il giovane Boney ha deciso che anche lui voleva essere un musicista. All’età di 12 anni ha chiesto di suonare la batteria nella band della sua scuola. Ma il suo insegnante di musica aveva in mente altri piani per lui: poiché mancavano trombettisti, di cui si sentiva fortemente la mancanza nella band della scuola, Boney doveva suonare la tromba!!
Ha iniziato a suonare come professionista nel 1979, lavorando con diverse band locali, sia funk che jazz. Le sue influenze principali a quel tempo comprendevano James Brown e the JB’s, Earth Wind and Fire e Bootsy Collins dal lato funk, così come Louis Armstrong, Miles Davis o Clifford Brown sul lato jazz. Boney girava anche in molti blues club di Chicago, ascoltando alcuni dei musicisti blues più autorevoli: Junior Wells, Buddy Guy, Johnny Dollar o Albert King… Ha avuto il suo primo break importante nel circuito blues due anni più tardi, quando Jimmy Johnson lo assunse per il suo tour in USA. Poi, Boney Fields ha lasciato Chicago per LA nel 1983, dove ha suonato con Smokey WILSON e Albert Collins. E’ tornato a Chicago l’anno seguente per unirsi alla band di Little Milton per un anno.
Nel 1985, si è unito alla The James Cotton Blues Band. Preso è diventato il leader della sezione fiati, prima di essere nominato musical director e bandleader. James Cotton ha rappresentato un punto di svolta nella carriera di Boney: non solo ha registrato due album con Cotton ma ha iniziato anche a fare tour internazionali e a suonare con i più importanti musicisti, come
Buddy Guy, Junior Wells, AC Reed, Eddie Clearwater, Valerie Wellington e altri… Boney ancora adesso non perde mai l’occasione di dire quanto fosse impressionato dal senso della performance di James Cotton, dalla sua aurea ed energia sul palco e dal modo in cui era in grado di catturare l’attenzione del pubblico. Tuttavia, dopo qualche anno, Boney iniziò a sentire
che era tempo di spostarsi: si stava stancando di Chicago e non voleva suonare negli stessi club che conosceva da anni. Nel 1990 è si è trasferito giù in Louisiana per unirsi alla Kenny Neal Blues Band. Ha registrato 2 album con loro, con una prestigiosa sezione fiati che includeva Maceo Parker e Fred Wesley. Dopo un altro breve ritorno a Chicago, dove ha suonato con la band Burning Chicago, Boney si è di nuovo trasferito al sud: questa volta in Texas, dove Lucky Peterson – con il quale aveva già suonato nel ’91 – lo chiamò per diventare il suo musical director e bandleader. Ha fatto tour in Europa, Africa, Nord America e Giappone per i due anni successivi, inclusi concerti e TV show con ospiti importanti come Georges Clinton e Bootsy Collins. L’album “Lifetime” ne è il risultato, nel 1995. E’ stato durante uno di questi tour europei che si è ritrovato con il suo amico d’infanzia, Bernard Allison, che era andato in Francia per stare con suo padre, Luther Allison.
Allison Sr. aveva cercato diverse volte di convincere Boney and andare in Europa per lavorare sia con la sua band che con quella di Bernard. Boney, che al tempo aveva 38 anni, riflettè per qualche tempo sulla proposta. Non appena gli fu chiaro che aveva bisogno di sperimentare qualcosa di nuovo, fece il balzo e si stabilì a Parigi. Boney ha suonato nei tour europei di Luther Allison nel ’96 e nel’97. Questa collaborazione ha rappresentato un’altra svolta importante nella carriera di Boney. Proprio come fece con James Cotton, Boney Fields osservò e imparò dalle performance sul palco di Allison: raggiunse anche lui il livello più alto di energia e si dedicò completamente al proprio pubblico. Boney avrebbe presto usato questa esperienza per il suo progetto.
Perché l’influenza di Allison non si era fermata lì. Convinto che tutti quegli anni come sideman avessero reso Boney pronto per iniziare il suo progetto, Luther Allison lo lasciò volontariamente a Parigi quando fece il suo ultimo tour USA prima della sua morte. Messo alle strette in un luogo che in realtà non conosceva, con solo qualche contatto nei club fornito da Allison, Boney raccolse la sfida. Ha iniziato a fare jam e concerti in ogni club di Parigi, cercato musicisti con cui creare The Bones’ Project. Alla fine fu sedotto sia da Parigi che dalla saxofonista Nadège Dumas, ora sua partner sia sul palco che nella vita privata. Boney ha suonato in piccoli club parigini come il Baryton (ora Fifty’s) o The Front Page, spesso con line-up diverse. Questi concerti gli hanno permesso di perfezionare il suo repertorio, per la maggior parte cover riarrangiate secondo lo stile Boney Fields. Passo dopo passo, ha aggiunto le sue canzoni. Ha iniziato anche a cantare sempre di più sul palco, proprio come faceva quando andava in chiesa con la sua famiglia o suonava in altre band. Gli ci sono voluti 2 anni per incontrare i musicisti che sarebbero diventati la spina dorsale del The Bones’ Project: il bassista mauritano Mike ARMOOGUM e il giovane chitarrista, Hervé SAMB, appena arrivato dal Senegal. Sia Mike che Hervé sono diventati i pilastri intorno ai quali è stata costruita la band. Hanno registrato il loro primo album, “Hard Work” nel 1999 con l’amico d’infanzia Bernard come guest artist.
Nello stesso tempo, Boney ha continuato a suonare come sideman con artisti come Alpha Blondy, la leggenda del blues Jimmy Johnson, la cantante gospel Liz Mc Comb e Patrick Verbeke. Ha suonato in numerose sessioni in studio per Paco Sery, Tino Gonzales, Check Tidiane Seck, Karim Albert Kook, Ras Smaila, Fred Chapellier e altri. Oggi però il suo interesse principale è tutto nel The Bone’s Project. Entertainer, cantante, trombettista ed MC, tutto allo stesso tempo, Boney guida la sua band di sei elementi su tutti i palchi e festival in tutta Europa con un ritmo di oltre 50 concerti all’anno. Il suo unico motto: il pubblico deve divertirsi!! Questa è party music, molto lontana da tutti i cliché sul blues, del vecchio signore che piagnucola con la sua chitarra. Attraverso i suoi molti incontri con i maestri di tutto il mondo e diversi orizzonti musicali, Boney ha creato la propria visione del blues. La sua musica ha una gamma musicale così ampia che va dal blues al funk, dalla world music al rock e dal rhythm and blues al jazz senza mai sentire la differenza o addirittura pensarci. Una forma di blues alla quale non interessa appartenere a questa o quella corrente, una musica la cui unica preoccupazione è che il pubblico si diverta da impazzire…